Metodo

International Studies in Phenomenology and Philosophy

Journal | Volume | Article

174751

Abstract

Negli ultimi anni, un dibattito sempre più intenso si è sviluppato attorno alla nozione di intenzionalità collettiva o intenzionalità del noi. In questo dibattito, che coinvolge non soltanto la filosofia, ma anche molte discipline empiriche, emergono domande quali la possibilità di condividere attitudini cognitive (credenze, atti di accettazione…) o di natura conativa (intenzioni, desideri…) da parte di una pluralità di individui. Eppure, solo di recente l'interesse si è rivolto verso la condivisione di emozioni, tema peraltro già caro a buona parte della tradizione fenomenologica.Posto però che una molteplicità di individui sia in grado di condividere emozioni, qual è il significato da assegnare al termine di “condivisione”? Deve intendersi letteralmente nel senso che, quando una molteplicità di individui condivide una emozione, tutti i soggetti coinvolti provano una (numericamente, una) emozione? O si tratta di una molteplicità di emozioni di cui i vari soggetti sono mutualmente a conoscenza? O ancora, si tratta forse di una molteplicità di emozioni che stanno in una relazione di interdipendenza fra di loro?In questo articolo si descrivono brevemente alcuni degli approcci sviluppati in materia nella letteratura. Pur mantenendo una posizione neutrale su quale approccio sia il più promettente, si sottolinea che la possibilità di condividere emozioni è di importanza fondamentale per il nostro vivere sociale in quanto potrebbe stare alla base di forme più complesse di intenzionalità collettiva.

Publication details

Published in:

(2015). Postille a Ferraris. Rivista di estetica 60.

Pages: 104-120

DOI: 10.4000/estetica.595

Full citation:

Salice Alessandro (2015). Condividere un'emozione. Rivista di estetica 60, pp. 104-120.